Come gestire un profilo aziendale su LinkedIn ispirandosi ai TalentShow
Scritto il 10 July, 2010 - 11:12 by Luca Colli
Se leggendo il titolo ti sei domandato quale fosse il collegamento tra i TalentShow e la promozione di un azienda, la risposta ti sorprenderà per la sua semplicità: non c'è nessuna differenza tra la promozione di un cantante e quella di un brand!
La tua azienda deve crearsi unʼidentità sulla base dei sui buoni prodotti e della filosofia con cui li crea, come si faceva ai bei vecchi tempi. Ma non dovresti trascurare l'incredibile possibilità, che si ha oggi, di dare un volto più umano al proprio marchio, lasciando che la tua storia e quella delle persone che ci lavorano creino quel valore aggiunto che i TalentShow hanno saputo tanto abilmente sfruttare.
I TalentShow, chi sono questi sconosciuti?
Molto probabilmente già conosci il “nuovo” fenomeno dei TalentShow, ma dato che comprendere la loro natura è fondamentale per il discorso che stiamo per fare, lasciami riepilogare rapidamente le astute dinamiche che li muovono: si tratta di una sorta di Backstage in cui vediamo i concorrenti lavorare duramente per raggiungere i loro sogni creando con il pubblico un legame ematico.
Grazie all'occhio semi-indiscreto delle telecamere gli spettatori si appassionano alle vicende professionali e umane dei giovani partecipanti, mentre la produzione li sensibilizza sapientemente alle problematiche del settore.
Così, quando il CD della nuova promessa musicale raggiunge gli scaffali, quello che i consumatori si ritrovano per le mani, non sono "solo" una manciata di brani, ma tutta la storia, i professionisti, le fatiche, le luci e le ombre che ne hanno portato alla nascita.
TalentNetwork: la teoria dei TalentShow applicata ai SocialNetwork
Se un brano musicale, grazie all'operazione di marketing portata avanti dai TalentShow, può incrementare il proprio valore, è possibile fare altrettanto con un brand.
Il trucco sta nello sfruttare al meglio le possibilità offerte dai SocialNetwork. I quali, però, non sono tutti uguali, ognuno ha le sue caratteristiche peculiari.
Se vogliamo focalizzare l'attenzione sul lavoro e l'impegno che si nasconde dietro ad un prodotto, la scelta non può che ricade su LinkedIn, poiché si focalizza su un contesto professionale/lavorativo.
Sfruttando a dovere tutte le caratteristiche e i tools, è possibile dare maggior valore al marchio: facendo conosce chi ci ha lavorato e mettendone in evidenza le competenze. Lʼazienda si troverà così ad esibire un network di persone, con abilità ed ambizioni, che
hanno investito le loro energie in un progetto in cui credono e sono orgogliose di mostrarlo, e questo non può che costituire un valore aggiunto.
7 punti per sfruttare al meglio LinkedIn
Finora abbiamo fatto un discorso piuttosto generico, ma è venuto il momento di guardare in concreto quali caratteristiche vanno realmente sfruttate, per creare attorno ad un marchio lo stesso effetto alone che i TalentShow creano attorno ai loro artisti:
• Redigere il profilo aziendale: ogni TalentShow, per prima cosa, si occupa di chiarire quali siano gli ambiti in cui opera, quali i talenti di cui è alla ricerca, qual è il percorso e l'obbiettivo finale; allo stesso modo è importante definire il profilo della tua azienda, raccontando brevemente come è nata e per quale motivo, in quali settori opera, ma soprattutto chi ci lavora, qual'è la fascia di età media e, cosa più importante, qual'è la durata media di un contratto di lavoro. Un azienda i cui dipendenti fuggono dopo pochi mesi lancia fin da subito un brutto segnale.
• Redigere il profilo personale: seconda cosa che i TalentShow si premurano di fare è presentare i concorrenti e renderli il più possibile dei personaggi; una cosa analoga è possibile farla con il profilo personale descrivendo la formazione, gli interessi, i precedenti impieghi e le ambizioni. Il punto è però riuscire il più possibile a staccarsi dall'anonimato, creando un profilo che abbia una personalità (un personaggio come dicevamo prima). Per farlo è sufficiente selezionare cosa mostrare, non è necessario mettere tutto, limitati invece alle cose che sei particolarmente fiero e che descrivono un tuo percorso di crescita personale.
• Aggiornamenti costanti: i TalentShow non lasciano mai che l'attenzione scemi, per farlo hanno piccoli appuntamenti quotidiani che monitorano il progredire dei lavori; LinkedIn ci consente, invece, di importare i tweet dal nostro account di Twitter. Di fatto, questi costituiscono dei brevi aggiornamenti, che non lasciano che il tuo profilo sembri morto. Importare, però, tutti i tweet del tuo account, può rivelarsi una mossa controproducente, impiaga invece l'hashtag #in per selezionare quelli idonei.
• Aggiornamenti più corposi che tengono traccia degli obbiettivi raggiunti: accanto alle micro puntate quotidiane, troviamo poi il grande appuntamento settimanale in prima serata; questo ruolo può essere interpretato dai post, provenienti dal blog aziendale, che è possibile incorporare automaticamente nel proprio profilo impiegando i tools, come ad esempio BlogLink.
• Raccomandazioni: quando la trasmissione incomincia ad aver consolidato le dinamiche ed i suoi partecipanti si sono ormai formati un identità, ecco che giungono i vip a duettare insieme a loro o a costituire una giuria dʼeccezione; in realtà quello che stanno facendo è fornire delle credenziali a ragazzi, molto simili a quelle che si possono ottenere grazie alle raccomandazioni, che si possono richiedere in LinkedIn. Ricevere delle parole di stima da collaboratori e clienti è un attestato molto importante, che aggiunge valore come professionista e spingerà altri a concederti la loro fiducia.
• L'arena: solitamente nei TalentShow c'è un momento dedicato agli opinionisti, gli esperti della critica e la gente del pubblico che esprime i propri pareri ed analisi; se nei talent i ragazzi che fanno più strada sono quelli che riescono a far tesoro delle critiche e a cavalcare gli elogi, una cosa analoga è possibile farla anche su LinkedIn con i gruppi di discussione, che rappresentano una fonte importante di feedback.
• Eventi: per abbattere il muro che separa il pubblico dai loro nuovi begnamini spesso vengono organizzati degli eventi speciali; anche tu puoi promuovere un evento, invitando non solo le persone che già fanno parte del tuo network, ma anche quelle esterne che sono potenzialmente interessate al tuo settore. In questo modo non solo consoliderai i legami con i clienti già esistenti, ma potrai espandere i tuoi orizzonti.
Tu impieghi già LinkedIn per promuovere la tua azienda e i suoi prodotti/servizi? In che modo? Sei soddisfatto dei risultati?
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Commenti
Descrizione molto
by Poliambulaori - 10/11/2010 - 11:08
Descrizione molto interessante per ottimizzare l'iscrizione e la visibilità nel socila network linked in. MI domandavo se è sempre consigliabile porsi come persona fisica o sia consigliabile o meglio possibile inserire il profilo della propria struttura aziendale.
Diciamo che dipende
by Luca Colli - 10/16/2010 - 13:43
Diciamo che dipende moltissimo da quello che, secondo il tuo punto di vista, vuoi far emergere....
Mi spiego meglio: se sei un consulente ciò che vendi è te stesso! Quindi l'importante sei tu!
Vendi la tua bravura come consulente, vendi il tuo ingegno e quindi sei tu che devi emergere. La tua persona e il tuo nome dovranno essere sinonimo ci capacità, efficienza e sicurezza.
D'altra parte se stai cercando di far emergere un tuo prodotto tu non dovresti comparire perchè ciò che interesserà al potenziale cliente è che sia di qualità e faccia ciò che propone di fare.
Ultimamente sembrerebbe che pubblicità smentisca questa teoria . Prova a pensare a Righi e la sua pasta... il sig Righi ha messo la propria faccia per dire al grande pubblico che il suo prodotto è di ottima qualità.... Considera che queste sono delle eccezioni che funzionano nella grande distribuzione o per un marchio già affermato.
spero di averti chiarito maggiormente questo aspetto.
Un saluto
Secondo me si possono fare
by Marco Mocca - 10/15/2010 - 15:05
Secondo me si possono fare entrambi, puoi tenere una pagina aziendale e le pagine personali, dall'articolo mi è parso di capire che il succo sia dare risalto alle persone che compongono un azienda, ma non credo che questo significhi non avere un profilo azienda.
Grazie mille per i consigli
by Poliambulaori - 10/18/2010 - 14:50
Grazie mille per i consigli che mi avete dato. Pensadoci meglio condivido appieno il discorso di far emergere a seconda delle situazioni il profilo personale o quello aziendale. Il mio punto di vista era quello di filtrare un profilo aziendale attraverso la capacità professionale di chi ci lavora, allo stesso tempo questa attività è consigliabile come si è scritto a determinati settori. Grazie ancora. Arrivederci ai prossimi post.
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